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THE BOOGIE MACHINE 6 FEBBRAIO
Se chiudi gli occhi e ascolti la sua voce, potresti pensare di essere in un fumoso jazz club di Memphis o Detroit negli anni ’70. Invece, quella voce profonda, calda e graffiante appartiene a un siciliano doc: Mario Biondi. Oggi, 28 gennaio, l’artista festeggia 55 anni, consolidandosi come uno dei pochi musicisti italiani capaci di esportare il proprio sound in tutto il mondo senza compromessi.
Nato a Catania nel 1971 come Mario Ranno (il nome d’arte Biondi è un omaggio al padre, il cantante Stefano Biondi), Mario ha respirato musica fin da bambino. La sua particolarità è genetica e artistica: un timbro baritonale che ricorda giganti come Barry White e Isaac Hayes, ma con una sensibilità interpretativa squisitamente europea.
Sebbene la sua carriera sia iniziata molto presto come corista (anche per il grande Ray Charles!), la vera esplosione avviene nel 2004. Il singolo This Is What You Are nasce come un brano destinato al mercato giapponese, ma finisce nelle mani di Norman Jay, celebre DJ della BBC, che lo lancia nelle radio inglesi.
Da quel momento, il mondo si accorge di lui:
2006: Esce l’album di debutto Handful of Soul, che diventa subito platino.
Collaborazioni: Da Burt Bacharach agli Earth, Wind & Fire, fino a duetti intensi con le signore della musica italiana.
Oltre ai successi sul palco, Mario Biondi è noto per la sua numerosa e splendida famiglia. Con ben dieci figli, la sua vita privata è un inno alla gioia e alla condivisione, un caos creativo che riflette l’energia che mette nei suoi arrangiamenti orchestrali.
Mario Biondi non è mai rimasto fermo. Negli anni ha esplorato il funk, la bossa nova, il soul e il pop, mantenendo sempre quella cifra stilistica fatta di eleganza e tecnica impeccabile. La sua capacità di passare dall’inglese all’italiano (come nel progetto Brasil) dimostra una versatilità rara nel panorama internazionale.
Scritto da: Andrea
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